
Esto no puede ser no más que una canción,
quisiera fuera una declaración de amor,
romántica sin reparar en formas tales
que pongan freno a lo que siento ahora a raudales.
Te amo, te amo,
eternamente te amo.
Si me faltaras no voy a morirme,
si he de morir quiero que sea contigo,
mi soledad se siente acompañada
por eso sé que a veces necesito
tu mano, tu mano,
eternamente tu mano.
Cuando te ví sabía que era cierto
este temor de hallarme descubierto,
tú me desnudas con siete razones,
me abres el pecho siempre que me colmas
de amores, de amores,
eternamente de amores.
Si alguna vez me siento derrotado,
renuncio a ver el sol cada mañana
rezando el credo que me has enseñado
miro tu cara y digo en la ventana:
Yolanda, Yolanda,
eternamente Yolanda

Foto ulisse59
Bi-ri-ba-di-bi-bù!
Quando qualcuno mi dice – sei bella – non ci credo più
Bi-ri-ba-di-bi-bù!
La bellezza è una marchetta che si paga agli occhi degli altri. E’ un pezzo di carne andato a male quando non scende oltre la retina di chi guarda.
Bi-ri-ba-di-bi-bù!
E’ lattice lucido e nero da far scivolare sull’asfalto virtuale di qualche sciocca erezione nel mezzo della notte.
Bi-ri-ba-di-bi-bù!
E’ una mano colma del cazzo di qualcuno, che legge, scende, sale, si eccita, gode e se ne va.
Bi-ri-ba-di-bi-bù!
Bi-ri-ba-di-bi-bù!
Bi-ri-ba-di-bi-bù!
Così spiegò l'accaduto:
"Rivendico il diritto alla cazzata!"
Tognazzi Ugo

Sto affinando un arte: quella di riportare in auge vecchi errori per ripropormeli come nuovi.
Cerco di farmeli piacere come si farebbe con l’unico capo di vestiario importante che ti è rimasto nell’armadio. Si tratta di un procedimento tecnico volto all’arresto del battito del cuore.
Forse ho un animo feticista che, non riuscendo ad ottenere l’interezza, si accontenta morbosamente di una parte del tutto.
Allora dico – Vattene – quando vorrei dire – Resta -.

Ciò che manca agli esseri umani è la purezza.
E’ la mediocrità dei sentimenti a farmi male, la mia mediocrità.
Sulla bilancia il coraggio di amare.
Ti sto perdendo e resto a guardare.
Spengo il cellulare, sul cuscino, unica presenza.
Tu, al telefono con un'altra.
Una volta avrei pestato i piedi, brandito il pugno. Oggi, sto a guardare.
Ho l’occhio inebetito di una vacca al pascolo, ruminante.
Gli anni passano e se mi date lo spazio di una altra riga infilo ancora un luogo comune.
Vorrei morire ora per una serie infinita di ragioni che vanno dalla non partecipazione alla vita degli altri, al monocromismo di un tramonto, al mangiare un’insalata insipida annegata in una quantità non commisurata di vino. Vorrei morire per l’uso plastificato di un vibratore rosa.
Vorrei morire perché non ho una mano paffuta e piccola da stringere tra le labbra e una parola ripetuta ripetuta ripetuta che riempie le stanze e il cuore, che ti cerca nella notte per essere rincuorata, evidenza d’amore. Vorrei morire perché mai mi sono sentita così povera infondo al cuore.
Anche queste parole così ermetiche che senso hanno? Potrei scrivere le stesse cose con parole mille volte più semplici eppure…eppure…siamo sempre lì.. manco di purezza e del coraggio per riscoprirla.
Un anno fa mi mettevo davanti al video e scrivevo storie, oggi mi metto davanti al video per non ascoltarmi più, per non parlami più.
La gente mi crede una grande donna. AHAHAH…che bluff! Una grande donna non offre il fianco alla vita così come faccio io. Una gran donna non blatera.
“Ogni epilogo ha una doppia firma” ..per il momento la penna trema tra le dita e i due spazi tratteggiati rimangono vuoti.

Per troppo tempo non ho aperto la casella di posta.
Di mezzo la vita.
Accedo.
Tutto cancellato.
Capisci? Questo mondo che trattiene nella sua rete anche le più piccole emozioni, poi, all’improvviso slabbra le sue maglie e libera tutto.
Dove sono andati a finire i nostri byte? Dove sono ora le nostre parole? Ti ricordi quel crescendo musicale di emozioni?
Quella sera, te la ricordi?
La sera nella quale constatammo che un’ora, una manciata di minuti, talvolta vale più di 10 anni messi in fila. Più di una vita passata sui libri a cercare un successo, più di 100 sere passate sotto casa di lei ad aspettare che scenda, più di mille preparativi per far rientrare tutto nella cornice dorata di un giorno con il velo bianco e una marcia nuziale, scarpe che fanno male, invitati che brindano, foto da vetrina, per poi sprecare con la stessa persona fiumi di parole cercando di spiegarle chi si è e cosa si sognava di avere.
Una manciata di minuti bastano quando ci si riconosce tra milioni di persone.
Come potevo non cedere a tanta bellezza. Come potevo non cedere ad una traduzione così intima delle mie emozioni. Le ho conservate gelosamente per tutto questo tempo. Fino ad oggi quando un meccanismo prestabilito ha deciso anche per me che non avrei più potuto rintracciarle se non nella mia testa. Ricordo ancora quando mi scrivesti “Ora vado…ho bisogno di uscire di qui per vedere se sono ancora capace di fare quel movimento che si chiama respirare” e quella giornata si concluse così: con le vene gonfie di felicità.
E’ una magia che ora manca alla mia vita.

http://www.carlopulcini.com/images/studenti/stronza.htm
In questo momento cara Regina di Sta Ciolla non so se ridere o prendere a pugni il video sperando che si trasformi nel tuo musetto da copiaincolla. Cristo Santo! Ok la frasetta copiata, la citazione ma questo è plagio bello e buono. Ora sono troppo stanca ed incazzata per risponderti ma Dio ti salvi dalla mia rabbia perché così incazzata, tu, mia bella Regina di Sta Ciolla, non mi ci hai mai letta. La mia vendetta sarà spietata, crudele e totale ed inizia da questa notte. Ti sei permessa di usare come tuoi racconti che non dovevi nemmeno sfiorare con lo sguardo. Tu piccala merda di internet hai usato il mio cuore, le mie parole, le mie emozioni (foto comprese) per imbrattare le tue paginette. Ma come ti sei permessa? Come ti permetti di indossare i miei panni? Come?
• L’angelo Vendicatore: non e' con le chiacchere che uscirai da questa merda
• ReginadiStaCiolla: Voglio solo ….quanto ci dispiace che le cose siano andate a puttane tra noi e la signora Etra, noi ci siamo messi in questo affare con le migliori intenzioni, davvero..
• L’angelo Vendicatore: (sparando al ragazzo sdraiato sul divano) oh, scusami, ho spezzato la tua concentrazione..non volevo farlo.. per favore, continua..dicevi qualcosa a proposito.. delle migliori intenzioni..
• L’angelo Vendicatore: ma che ti prende.. avevi finito?.. interessante, ma non mi hai convinto, sai?..Di' un po', Etra che aspetto ha?
• ReginadiStaCiolla: Cosa?
• L’angelo Vendicatore: (rivoltando il tavolo) da che paese vieni?
• ReginadiStaCiolla: cosa?
• L’angelo Vendicatore: cosa e' un paese che non ho mai sentito nominare.. li' parlano la mia lingua?..
• ReginadiStaCiolla: cosa?
• L’angelo Vendicatore: la mia lingua,figlia di puttana, tu la sai parlare?
• ReginadiStaCiolla: siii siii
• L’angelo Vendicatore: allora capisci quello che dico..
• ReginadiStaCiolla: siiii si si
• L’angelo Vendicatore: descrivimi percio' Etra, che aspetto ha ?
• ReginadiStaCiolla: cosa?
• L’angelo Vendicatore: di cosa un altra volta, di cosa un altra volta, ti sfido, 2 volte, ti sfido, figlia di puttana, di cosa un altra maledettissima volta
• ReginadiStaCiolla: e' nera...
• L’angelo Vendicatore: vai avanti
• ReginadiStaCiolla: e' senza capelli..
• L’angelo Vendicatore: secondo te sembra una puttana?
• ReginadiStaCiolla: cosa?
• L’angelo Vendicatore: (facendo fuoco sulla spalla della ragazza) Secondo te...lei...ha l'aspetto d'una puttana?
• ReginadiStaCiolla: nooooo
• L’angelo Vendicatore: perche' allora hai cercato di fotterla come una puttana
• ReginadiStaCiolla: non l'ho fatto..
• L’angelo Vendicatore: si tu l'hai fatto...si tu l'hai fatto, ReginadiStaCiolla, hai cercato di fotterla, ma a Etra non piace farsi fottere da anima viva tranne che dal suo uomo... leggi la Bibbia ReginadiStaCiolla?
• ReginadiStaCiolla: si
• L’angelo Vendicatore: e allora ascolta questo passo che conosco a memoria, e' perfetto per l'occasione: Ezechiele 25:17...Il cammino dell'uomo timorato e' minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carita' e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perché egli e' in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e' quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te...(seguono molteplici molteplici colpi di pistola)




Ci siamo. E’ uscito. Mi hanno pubblicata.
Si tratta di una raccolta di racconti tratti da blog che “come” il mio, raccontano di situazioni più o meno spinte. Almeno così dicono, perché io in questi giorni folli fatti di un’azienda che sta per chiudere per ferie, una casa che sta per essere ultimata lavandini, soppalchi, cavetti in acciaio, fori, cucina, armadio, una vacanza saltata ed una rimediata, non ho avuto nemmeno il tempo di andare in libreria a prendermi una copia del libro che raccoglie alcuni miei post. Ho anche dubbi sul titolo : “Hard Blog” o “Sex Bloggers”, so solo che ha la copertina argentata e che è edito da Mondadori a cura di Berbera & Hyde. Insomma, non so praticamente nulla, so solo che devo ringraziare voi, tutti voi, dal profondo del cuore. Mentre scrivo ascolto Mina, il mio compagno mi ha appena chiamata ed ancora non sa nulla di tutto questo. Lo scoprirà quando gli consegnerò il libro e con lui un segreto. Un segreto che dura da un anno ed è fatto di parole, scoperte e menti eclettiche. Questo blog è nato per caso. E’ nato da una grande emozione, quella provata leggendo il blog de La Mauvaise Reputation, prima non sapevo nemmeno cosa fosse un blog. La lessi per giorni interi affascinata dal suo stile, dalla sua sagacia e da qualcosa altro che sin da quel momento mi ha legata a lei profondamente. Poi ho seguito i suoi links e ho travato Khu e con lui la sua arte, il suo umorismo, un universo che mi ha accolto con simpatia e grazia. Devo a queste due straordinarie persone se oggi posso entrare in una libreria e sorridere pensando che esiste in qualche scaffale un libro con le mie parole stampate.
Ecco, ora mi viene da dire: la vita è bella.

"Cos'è che ti piace, esattamente, di questa foto?"
Lust
"...l'attimo che coglie. La mano di lui che non si vede ma che immagino a stringere i glutei di lei, un gesto di possesso, un attimo, l'attimo che travalica, tracima, ciò che non si può fermare, la testa che gira, il sapore della sua bocca la prima volta, quel bacio tanto sognato, il legno o muro che le preme sulla schiena e lui che la preme sul muro o legno o..... mi piace ciò che non si vede, ciò che lascia immaginare, ciò che ci sarà dopo, il cuore che pulsa, la testa che gira, ancora, il fatto che non possono, non lì, non ora, la camicia aperta di lei, presagire che lei riverserà la testa all'indietro e lui le bacerà il collo, piano, fino all'orlo della sottoveste bianca e che poi alzerà per un attimo gli occhi per guardarla in volto mentre le dita di lui abbasseranno piano quel lembo di stoffa bianca e lei gli offrirà il suo seno...ed infinite infinite altre cose. Narrazioni nascoste. E' il bacio di Hayez al rovescio. Trasfigurato in tutto, nell'abbigliamento, nella mancaza di sete cerulee, nella compostezza. Certo, questa è "sporca" cinematografia, una visione pornografica di quanto fece fare invece Hayez alle mani dolcissime del suo uomo dal cappello piumato quando cinse amorevolmente la testa di lei. Ci vedo tutto...tutte le mie categorie...c'è ALTRO, c'è lei...una cattiva bambina, c'è l'attimo in cui ho scelto di pubblicarla..un dolcissimo cazzeggiamento prima di uscire dall'ufficio, c'è l'atmosfera da EBJC povocante e vietata, c'è ciò che si diranno...parole proibite, suoni di voci rauche e ansimanti, c'è il grande bluff dell'amore...l'attimo nel quale pensi "è Lui", " è Lei", c'è un "capolavoro" in un fotogramma, c'è l'origine delle cose, della vita, il famoso "motore del mondo", c'è il dopo, l'amaro cocente da mandare giù come un grumo di veleno con una sorsata di rhum, ....mia cara Lust....c'è il Senso. Ecco cosa ci vedo "esattamente". E ora vado a letto...il Tavor sta per fare effetto e la testa vaga in luoghi indefiniti..Notte.....ho sonno.....tanto poi alle 4.40 sarò sveglia..ho sonno.

Ci si contorce come bisce se ci si lascia avvolgere dalle spire di questa parola: “Essere”.
Immagino personaggi in me. Immagino alternative non imposte. Immagino, poi muoiono.
Sono parole che cadono come gocce…plinplin…una dopo l’altra… plin.
Sfoglio una rivista e leggo di persone che sono qualcosa, qualcuno, costellazioni dell’universo del fare. Ruotano intorno alla teoria che si sono costruiti nel vivere: al centro, il mondo, che si sveglia alle sette, con il suono acido di una nuova giornata. Plin.
Qualcuno una volta mi chiese “Fa così male?”, era riferito ad altro ma il suono diretto di quelle 3 parole mi tormenta perché ora è diventato il cielo sopra di me.
Fa male scoprirsi senza identità, non volerne una, non riconoscersi in ciò che fai.
Sono circondata da persone che sono_ciò_che_fanno, leggo di persone che strappano a ciò che fanno la linfa vitale per continuare a ritrovarsi, rinascendo e scegliendosi sempre, ancora una volta.
Scegliendosi sempre….scegliendosi sempre….plin plin…
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
Eppure un giorno arriverà il giudizio, un castigo od un’assoluzione. Non so se terrò gli occhi chiusi o mi guarderò in faccia, per ora fa male.

[Chorus]: Like a virgin Touched for the very first time Like a virgin When your heart beats Next to mine
- Hai gli occhi rossi...
- E' il fumo....
- E di mandarlo a fanculo, che ne dici?
- Troppo tardi.
- Troppo tardi perchè?
- E' già passato.
- Allora scopalo e basta!
- Hai mai provato a scopare un fantasma?
- No
- Ecco, appunto!
- E allora perchè hai gli occhi rossi?
- E' il fumo!
- E' ora che te ne liberi.
- Non posso, vivo nella casa degli spiriti.
- Balle!
- E se chiamassi un esorcista?
- Ti dovrebbe conficcare una croce nel cuore.
- …Che male!
-… Peggio di così!
Ma cos’è tutta sta smania di farsi legare ad un letto, ad un palo, alla trave che sovrasta il tetto del salotto. Ossignur divino! Mi sono fatta un giro fuori dalla mia cerchia di blog linkati e mi sono ritrovata in un guazzabuglio di cime, funi, cavi, fili peggio che essere finita dentro al cestino delle lane di mia nonna!
Ho l’impressione che la donna voglia essere sì, complice e quindi assolutamente consenziente nel gioco erotico con il suo uomo ma che contemporaneamente voglia in qualche modo regredire, mettere un punto al suo essere femmina. Le fotografie che vedo pubblicate e i testi a chiosa sono latenti richieste di un dominio che si vuole ripristinare in seno alla virilità maschile. Come dire – Basta! Fermami! Sono la preda che si fa prendere e legare perché non ne posso più di scappare- legami, perché così potrò sentire ancora chi è l’uomo e chi è la donna. Ma la cosa che mi lascia veramente perplessa è ritrovare questo genere di post in blog di ragazze giovanissime. Così giovani eppure già così stanche di sentirsi femmine? Non che una di 35-40 anni arrivi a farsi legare perché stanca di sentirsi femmina ma a 20 anni, cristo santo, nessuno e ripeto nessuno mi avrebbe legata a qualsivoglia aggeggio. Oh, no! Avevo troppe cose da fare con queste mani, questa bocca e questo corpo per far sapere al mio uomo che lo desideravo e che lui già così mi possedeva. Poi, sì, è arrivato anche il “gioco erotico” dell’essere legata al letto ma come calambour sul desiderio. Come arte sopraffina. Come nuova espressione del desiderio che genera desiderio.
Insomma il sesso può essere meraviglioso anche se “basicamente perverso”.
Mi sembra che oggi le giovani donne si stanchino presto del sesso che fanno e arrivino presto a sputare la lista dell’ ABC dell’espressione del corpo per un altro corpo. Passano dalla posizione del missionario, allo smorza candela passando per un po’ di boundage sentendosi molto slave e poco master per poi capovolgere il tutto lasciando lui appeso per 24 ore.
Non ascoltano il loro corpo e la loro mente. Non ascoltano l’uomo.
Vogliono tutto, subito. Sono finite nel calderone di quel genere di sesso che ti fa provare di tutto senza in realtà assaporare nulla. Borbottano desideri come spiluccherebbero pop corn guardando un film che le annoia.
"....Conosceva quel meccanismo di attaccamento e di rigoglio. Ma l'innocenza di un volto, il mistero di una donna in un vestito, gli occhi che chiaccherano, quel gioco del virile e del femmineo, le finte, i dubbi e i turbamenti, le maschere e i segreti, il ritorno della timidezza che si credeva sconfitta per sempre, l'impressione di giovinezza, di rinascita, quel sussulto, la vita quotidiana che si inceppa, c'è in tutto ciò una vertigine, un'ebrezza capace di farci ricominciare la partita cento volte da capo."
In un pomeriggio uggioso di mezzo inverno, se ci si sofferma un po’ ad osservare le dinamiche trasversali dei blog, c’è di che pensare. Magari ridendoci su.
Links di fuoco, trasmigrazioni, traslochi, sospiri, chiacchiere, parole sussurrate, segreti svelati. Avvitacchiati su pause pranzo, sospesi tra la scrivania e la sedia, tendenti all’infinito oltre al monitor, pronti ad oscurare, sgranocchiando merendine dell’ultima ora, dribblando videate di mail e sms a cascata, il blog vive le sue passioni, si genera, si autoproclama, esulta per la sua autoreferenzialità, si mette in pop up e commenta se stesso.
Genesi di personalità e di elitari amori, è un onda di byte che si infrange tra distanze più o meno accorciate o accorciabili. Sciabordio di virtualità che tendono ad essere ma con poca convinzione.
Se fossimo convinti di voler essere quello che diciamo di essere lasceremmo le sponde aride delle parole dette tanto per o urlate tanto per e migreremmo verso le terre promesse.
Poco male, poco male.
Volo pindarico sui desideri carnali, sulle paure, sui perché, ci avviciniamo ai luoghi conosciuti aspettando che la torre di controllo ci dia il via libera. Ma come sempre gli scali sono luoghi trafficati. C’è chi resta in attesa, chi è in ritardo, chi sta per atterrare, chi per decollare e chi , stanco, dirotta il volo. Ma c’è anche chi non ha alcuna voglia di scendere giù solo per poter rimanere ancora un po’ su e godersi la mischia là sotto.
Espropri, cause per adozione, divorzi, leggittimizzazioni, matrimoni, origami di pagine elettroniche composte da innumerevoli calambour intorno alla legge suprema di natura che l’uomo è uomo e la donna è donna, anche qui dentro.
Perdiamo di vista l’essenziale, miopi a noi stessi, accecati dalla trama stretta di una manciata di esistenze che qui si annodano e si slegano sperimentando la teoria delle infinite possibilità d’incrocio, anche nel numero finito.
Arroghiamo diritti anche su ciò che non ci è mai appartenuto vivendone la privazione come un dolore, come uno schiaffo morale, un movimento di ventaglio vezzoso e irritante.
Ci dipingiamo nei sulla guancia. Facciamo cadere il fazzoletto aspettando che una mano gentile lo raccolga. Un grande inganno. Affiggiamo la locandina alla Rete.
Il grande bluff va in scena.
Prenotazione obbligatoria.
Buio in sala.
Azione.
- Vorrei che lei andasse avanti a parlarmene in modo diverso che con le parole - ansimò lei.
Lui credette di aver sognato. E invece no, lei gli aveva davvero appena detto come ad uno spasimante: Taccia, ma soprattutto continui a spasimare.
C a t e g o r i e
a l t r oE t r a M a i l
etranger04@libero.itA m m i c c a M e n t i
C o m M e n t i
Desdemonaacida in e parliamone...S g u a r d i su di M e
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