

Ci si contorce come bisce se ci si lascia avvolgere dalle spire di questa parola: “Essere”.
Immagino personaggi in me. Immagino alternative non imposte. Immagino, poi muoiono.
Sono parole che cadono come gocce…plinplin…una dopo l’altra… plin.
Sfoglio una rivista e leggo di persone che sono qualcosa, qualcuno, costellazioni dell’universo del fare. Ruotano intorno alla teoria che si sono costruiti nel vivere: al centro, il mondo, che si sveglia alle sette, con il suono acido di una nuova giornata. Plin.
Qualcuno una volta mi chiese “Fa così male?”, era riferito ad altro ma il suono diretto di quelle 3 parole mi tormenta perché ora è diventato il cielo sopra di me.
Fa male scoprirsi senza identità, non volerne una, non riconoscersi in ciò che fai.
Sono circondata da persone che sono_ciò_che_fanno, leggo di persone che strappano a ciò che fanno la linfa vitale per continuare a ritrovarsi, rinascendo e scegliendosi sempre, ancora una volta.
Scegliendosi sempre….scegliendosi sempre….plin plin…
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
Eppure un giorno arriverà il giudizio, un castigo od un’assoluzione. Non so se terrò gli occhi chiusi o mi guarderò in faccia, per ora fa male.
C a t e g o r i e
a l t r oE t r a M a i l
etranger04@libero.itA m m i c c a M e n t i
C o m M e n t i
utente anonimo in 'O pparlà nfacciaS g u a r d i su di M e
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