

Non avrei mai pensato di ritrovarmi ancora seduta su quella poltrona.
Sono le mie mani e le gambe così contratte, magre, a parlare
E’ un ricatto, un plagio quello che va in scena. Liberarsi da se stessi costa 150,00 euro l’ora.
Lei è brava, maledettamente o forse sono io ad essere arrivata lì già stremata, obbligata da me stessa ad una morale del dolore che reputa di dover essere ora giudicata e giustiziata.
Così, non tento nemmeno di difendermi come feci l’altra volta, molti anni fa. L’altra volta ci vollero 6 mesi perché una donnina, minuta e silenziosa, arrivasse a sfiorare la verità senza rendersene conto. La mia reazione fu violenta. Non la rividi più.
Questa donna, invece, mi mette all’angolo, non so come, due, tre mosse, e arriva lì, proprio lì dove non è mai arrivato nessuno. Vuole entrare, vuole le chiavi di mastro della mia cella, vuole parlare con la mia donna pazza. Ci riesce. Ascolta anche il mio silenzio. Le allunga una mano, dice che la può aiutare ad uscire da lì. Non le propone un’evasione ma un processo in piena regola, una processo che è sicura di vincere. Prima però bisogna demolire tutto, raschiare via ogni certezza e poi ricostruire. Insomma, 35 anni le cui fondamenta poggiano sulle sabbie mobili e siamo arrivate al punto che, se faccio ancora un solo movimento, implodiamo, io e la mia donna pazza.
Mi interrompe per ben due volte per sottolineare che comunque vada, qualsiasi decisone io prenda, che decida di lasciarle in mano quella chiave o che decida di rimettermela in saccoccia, lei ci sarà.
Me lo dice con un certo allarme negli occhi. Quasi un avvertimento. Come se presagisse qualcosa.
C a t e g o r i e
a l t r oE t r a M a i l
etranger04@libero.itA m m i c c a M e n t i
C o m M e n t i
Desdemonaacida in e parliamone...S g u a r d i su di M e
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