

"....... potremmo sottrarci alle nostre rispettive realtà e trovarci in un garage, sono certo che nonostante il lercio intorno, di te potrei avere un’immagine più nitida, tanto da poterla sporcare. "

Ti sembrerò sparita.
Non è così in realtà.
Sto covando decisioni e ne sto subendo di non dette.
Talvolta rimescolare la pozione magica e terribile della vita, ci rende più soli.
Qualcuno direbbe che è arrivato il momento di mettersi in un angolo per leccarsi le ferite.
Un angolo dove, possibilmente, non arrivi il profumo primaverile della rinascita né l’alito gelido dell’inverno che paralizza.
Una cuccia, una tana.
Un angolo d’inferno, sospeso, dove, leccarsi di dosso il dolore, sia concesso. Un luogo che rimanga fuori dal cono rovente della lente d’ingrandimento del giudizio. (Forse l’ennesimo escamotage con se stessi esercitato con la forza della furbizia cognitiva sulle proprie viltà.)
Sono una piccola donna, in questi momenti.
Evito che si arrivi a me e per farlo creo palloncini di vuoto tra me e la gente. Stent dell’anima per far fluire le cose senza opporvi resistenza. Faccio credere che sono d’accordo, che così va bene, non formulo concetti, opinioni, decisioni. Lascio fare.
Insetti pronti a depositare uova. Creo in me il DDT.
In questo modo la gente non focalizza l’attenzione su di me, mi scansa come si scansa ciò che non ha utilità o che non può recare danno. E’ un opera minuziosa, attenta e patologica (lo ammetto) tutta rivolta alla difesa delle scorte d’energia, per non dissiparmi, non svanire inutilmente nel fiato dell’umanità.
Evito accuratamente di farmi incantare dall’illusione sinuosa che ci si possa lasciare andare a qualcuno, che ci si possa concedere.
E’ una maledizione che porto dentro quella di non riuscire a parlare con chi amo. Un marchio che mi è stato stampato dentro nell’infanzia.
L’infanzia è l’unico momento della vita di una persona che mi faccia venire un groppo alla gola.
Traccio un grosso cerchio con il gesso bianco intorno ad essa, come ad evidenziare la scena di un crimine. Una sagoma di gesso segnata sull’asfalto. Non è mai arrivata la pioggia adatta a cancellarla.
Quello che cerco di fare da una vita, è riuscire a scendere in strada con un secchio d’acqua ed uno straccio per inginocchiarmi e raschiarla via, eliminandola finalmente dalle mie notti e dalle mie solitudini.
Il problema è che non riesco a spegnere il cervello. Ho perso le istruzioni.

Esprimere la presenza politica femminile con l’espressione “le quote rosa” mi manda in palla.
Cazzo, come le “quote latte”…

"La sensazione familiare di infilarsi nelle pantofole.
Del salotto.
Lasciando al verbo il carico leggero della comunicazione.
Negoziata.
Soltanto dall'immediata comprensione.
Ci stampa il viso nella devozione.
Con improntitudine etologica.
E ci solleva come questa traduzione arcigna.
Mentre voliamo nella casa di cura...
Mentre siamo, e questo è un dato di fatto musicale, nelle braccia della dignità.
Qui si serve solo la dignità.
Qui si serve la dignità con amore.
Ed è questo il bello.
Siamo di fronte ad uno stile che porta di peso.
E' la sua forza.
E' la sua bellezza.
Pugnace.
Sarebbe fantastico negoziare freddamente con una partita a scacchi.
Averti fra i piedi tutti i giorni.
Con il solo pensiero affilato.
Ma una donna così esiste nella tua scrittura.
Perchè nella realtà devi essere ancora più istintiva di questa sopravvivenza quotidiana.
Ti sfondo il cranio perchè queste coccole sono scadute...
Avariate.
Io la sento la dignità musicale che sprigioni.
Di fronte all'egoismo.
La sento.
E' ben presente.
Ma uno può cercare quello che trova.
Oppure.
Trovare quello che cerca.
Non è la stessa cosa.
Non è lo stesso negoziato.
Per il lavoro, la società , i vicini di casa e la masnada collettiva delle relazioni incidentali, esistono i contratti e la legge.
Doveri ,diritti, modalità e tempistica.
Tutto necessario per il buon funzionamento.
Devi amarmi.
Invece.
Devi.
E' già un ingiunzione che spiega l'impossibile.
Come sia impossibile stare insieme.
Come la magia sia altrove.
Come non sia colpa di nessuno.
Se tutto sta finendo...(Servillo & C.)
...me lo dirai.
Ovviamente.
Se ci siamo conosciuti.
Ovviamente...
Mi spiego.
Se io non preparo mai una sorpresa.
Se io non sbrigo le faccende per avere e liberare del tempo libero.
Da passare insieme.
Da passeggiare senza meta.
Anche camminando fra le novità, le curiosità e le nuove scoperte.
Se io non sento il bisogno di fare tutto questo.
Perchè non sei più il mio interesse principale.
Perchè non sei più l'azione continua che mi divora.
Perchè non sento più il tuo sapore fra le labbra.
C'è poco da negoziare.
E comunque.
Se proprio si deve negoziare.
Se non viene naturale...
...come sviluppo spontaneo di quello che eravamo diventati insieme...
Se non viene coltivato con la naturale attenzione...
Si deve (e questo dovere aiuta...) sapere che si negozia, eventualmente, soltanto i grandi cambiamenti.
Le mutazioni di scopo e stile.
Sull'avvenire.
Altrimenti l'amore ci lascia e ci si deve lasciare.
Per vivere.
Non ho idea di cosa succeda quando si deve passare da un innamoramento servile ad un amore egoista.
Quando passi dalla protezione al disamore, praticamente.
Non lo so.
Secondo me quelle due persone non si sono mai conosciute.
Questa è la verità.
Se tu diventi un altro.
E non sai spiegare la trasformazione.
Sei l'ostaggio di quello che non sei mai riuscito ad essere con lei.
E non ti consegni nemmeno all'allegria dell'intelligenza.
Di chi cerca l'originaria solitudine per stare veramente in compagnia...
Non si può essere ostaggi della libertà senza riscattarsi dall'umanità.
Questa è anche una battuta (per stare ai pensatori citati e allupati, hehe).
Ma la disponibilità a mettersi in discussione non è come riscattarsi da un errore cognitivo.
Da un limite naturale.
Quello che mi sento di dire, con l'umiltà dell'intelligenza e non con il timore della morale.
E' che l'intenzionalità, in amore, può essere una malattia incurabile.
Come sapeva l'uomo che scambiò sua moglie per un cappello...
Lui l'amava veramente, la sua malattia, hehe. "

OMNES DICAMUS DEO GRATIAS SEMPER DEO GRATIA SEMPER DEO GRATIAS SEMPER HAEC REQUIES MEA IN SAECULUM SAECULI HIC HABITABO QUONIAM PREELEGI EAM ORATE ORATE DNM SEMPER ORORATE DNM SEMPER
C a t e g o r i e
a l t r oE t r a M a i l
etranger04@libero.itA m m i c c a M e n t i
C o m M e n t i
utente anonimo in 'O pparlà nfacciaS g u a r d i su di M e
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