LezioneDiChitarra

"Cosa fai dalla mattina alla sera?" "Mi subisco."
venerdì, 28 ottobre 2005

Vissuto da Etranger alle 09:06 - /post/6134326 - a l t r o - commenti (5)
domenica, 23 ottobre 2005
A mani congiunte e spoglie
Difficile, ora, convogliare in parole l’emozione che sento.
Giacomo.
Mi rivolgo a te ma in realtà non riesco a distinguerti da Inversa.
Mi sono ritrovata con la tua presenza tra le braccia, nel pensiero, nel cuore così come mi capitò la prima volta che lessi Inversa. Se ben ricordo scrisse un post nel quale (come in un manifesto dell’Essere) chiedeva a chiunque avesse voluto “comunicare” con lei di spogliarsi interamente, scarnificarsi per lasciare emergere solo ciò che sta al di là dell’apparenza quotidiana che ognuno di noi indossa.
Continua a farlo con me: continua a chiedermi di scavare per cercare di accedere al mio nucleo pulsante, a ciò che mi distingue.
Nel frattempo mi coccola condividendo le sue gioie, i suoi amori, le sue notti, i suoi bicchieri di rhum e tu.
Tu, che non so chi sei come non so chi sia Inversa e infondo poco conta se ciò che potete e riuscite a darmi è questa Emozione che ora porto in corpo, quasi in grembo.
Sì, poco conta tranne per l’impulso terrificante che provo quando apro una sua mail o, come prima, leggendo il tuo commento. Un calore che mi si espande dentro tanto da farmi tremare le vene. Chiudo gli occhi, mi mordo un labbro, e ascolto il grumo pastoso che mi pesa al centro del petto, perché vorrei avervi qui, qui, nella mia nuova casa, qui, seduti vicino a me. Perché se ti descrivessi la potenza della mia fantasia forse faticheresti a comprendermi. Vorrei non essere corpo in questi momenti e, come quand’ero bambina, sogno di smaterializzarmi e di ricompormi dove siete voi ora, alla luce calda di una lampada, in un salotto. Intrufolarmi tra le vostre parole che sanno di confidenza, di carne, di sangue, di dolori e di gioie, di intima comprensione. Arrivare tra di voi e sussurrarvi sono qui e chiedervi di non guardarmi, di chiudere gli occhi e di iniziare così a scoprirmi. Perché ciò che vorrei sentire come prima cosa è il vostro odore e il calore della vostra pelle senza lasciarmi corrompere dalla tirannia degli occhi. Vorrei potervi offrire il mio collo, sentire che lo odorate che ne avvertite il sangue pulsare furioso.
Vorrei sentire le tue mani che mi scostano i capelli e avere la certezza che ancora non mi hai guardata, avere la certezza che stai “sentendo” con ogni più piccola parte della tua pelle, la mia pelle.
Vorrei che solo Lei potesse guardarci mentre non facciamo nulla se non sentirci, tastarci, odorarci. So che ci guarderebbe sorridendo, con gli occhi colmi di lacrime. So che ci amerebbe come si può amare sommamente solo un figlio o se stessi.
Cercherei le tue mani, le stringerei forte, ne sentirei le piccole callosità, la forza che sa di sole spietato e di sabbia. Piccole cicatrici. Le porterei al centro del mio petto, strette tra le mie, e le bacerei come si bacia ciò che ci è infinitamente caro.
Ieri sera sono stata ad una festa dove ho rivisto gente che non vedevo da più di dieci anni. Mi ha sorpreso quanto il tempo sia impotente nei confronti dell’affetto. Un uomo, un amico, che vive in Irlanda da molto tempo, mi ha stretta a se e mi ha sussurrato all’orecchio – tu non sai quanto bene io ti voglia, non ne hai minimamente idea -. E’ stato un abbraccio caldo, potente, pieno di vita. Mi ha donato una certezza: che nella vita si è più amati di quanto si creda. E’ che qualche volta non lo si vuole ammettere. Siamo così ossessivamente contagiati dal Visibile da arrivare a pensare che ciò che non lo è non esiste e così ci dimentichiamo che il mondo invece ci riconosce sempre per quello che siamo e quindi se diamo amore ne riceviamo.

Ecco cosa ha fatto Inversa per me e per te, tra me e te: ha ricamato un legame con la sua saliva, con le sue parole, con il suo corpo, con le sue assenze, con la sua mente ma soprattutto con il suo amore.
Ha preso le nostre mani e le ha congiunte, ha unito due persone che solo apparentemente erano due sconosciuti.
Forse ha semplicemente tracciato l’ultimo tratto di un cerchio, chiudendolo. Poi, si sarà allontanata di qualche passo dalla tela, avrà reclinato cocciutamente la testa di lato, si sarà seduta alla sua scrivania bevendo il suo rhum e fumando il suo sigaro, tremante e felice.

E ora, apri gli occhi perché io sono qui, tra le tue braccia e ti voglio ascoltare.



Vissuto da Etranger alle 20:46 - /post/6089925/A+mani+congiunte+e+spoglie - a l t r o - commenti (7)
venerdì, 21 ottobre 2005
aaaaaaaaahhhhhhhhhh.........
Entrate, saccheggiate e ve ne andate.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Ecco perché me ne vado qualche volta chè a stare qui troppo tempo ci si carica del bene delle persone o dello schifo e per come sono fatta io non va.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Faccio fatica io a credere di valere qualcosa. Sono così.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Qualcuno di voi mi arriva addosso come aria fresca, pronto a cullarmi, a rinfrancarmi, ad incoraggiarmi, addirittura a difendermi. Poi sparite, ve ne andate, vi cancellate, mi cancellate.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

E’ stato un gioco, scusa tanto, sono solo parole, gioco di byte, piccoli ricami di parole, oggi sì, domani no. Poi a farlo sono io.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Torno a vivere, io, come se qui fosse leggiadra follia che uno si concede per sfuggire a se stesso, forse sì forse no, come se qui ciò che si dice e anche ciò che non si riesce a dire, fossero specchi pronti a riflettere immagini caduche di realtà sognate. Il vero sta oltre. Forse sì forse no.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Ma qui è come lì, a ben vedere, qui è come ovunque dove l’uomo geme cacando uova di male da conficcare nella pelle e nel cuore degli altri.

Io caco, poi staremo a vedere. Io giudico, poi staremo a vedere. Io ci sono, poi staremo a vedere.

Dieci passi avanti mille indietro. Hop hop. Pulci dell’etere.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Mi sono rotta i coglioni.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Aaaaaaaaahhhhhhhhhh. Ecco, l’ho detto. Forse sì forse no. Cosa sto scrivendo? Nulla.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Semplicemente parole da imprimere in una pagina retro illuminata e da pubblicare in una pagina grigia. Tutto qui.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Allora perché scrivere cose che per qualcuno hanno un senso ma solo quando hanno un doppio senso? Perché? Tanto ascoltate fino a quando vi divertono poi vi ci abituate e tutto viene schiacciato, sotterrato. Anche ciò che c’era di vero. Perché qualcosa di vero viene fuori qualche volta….

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Quando qualcuno mi dice – sei bella – non ci credo più

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

La bellezza è una marchetta che si paga agli occhi degli altri. E’ un pezzo di carne andato a male quando non scende oltre la retina di chi guarda.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

E’ lattice lucido e nero da far scivolare sull’asfalto virtuale di qualche sciocca erezione nel mezzo della notte.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

E’ una mano colma del cazzo di qualcuno, che legge, scende, sale, si eccita, gode e se ne va.

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Bi-ri-ba-di-bi-bù!

Vissuto da Etranger alle 23:30 - /post/6075362/aaaaaaaaahhhhhhhhhh......... - il grande bluff - commenti (6)
venerdì, 14 ottobre 2005
Garage

 

"....... potremmo sottrarci alle nostre rispettive realtà e trovarci in un garage, sono certo che nonostante il lercio intorno, di te potrei avere un’immagine più nitida, tanto da poterla sporcare. "

 

 


Vissuto da Etranger alle 11:43 - /post/6000015/Garage - senso - commenti (9)
giovedì, 13 ottobre 2005
Leggere attentamente le avvertenze

                                                                                                                                                                    Opera di Sergio Scalet

Ti sembrerò sparita.
Non è così in realtà.
Sto covando decisioni e ne sto subendo di non dette.
Talvolta rimescolare la pozione magica e terribile della vita, ci rende più soli.
Qualcuno direbbe che è arrivato il momento di mettersi in un angolo per leccarsi le ferite.
Un angolo dove, possibilmente, non arrivi il profumo primaverile della rinascita né l’alito gelido dell’inverno che paralizza.
Una cuccia, una tana.
Un angolo d’inferno, sospeso, dove, leccarsi di dosso il dolore, sia concesso. Un luogo che rimanga fuori dal cono rovente della lente d’ingrandimento del giudizio. (Forse l’ennesimo escamotage con se stessi esercitato con la forza della furbizia cognitiva sulle proprie viltà.)

Sono una piccola donna, in questi momenti.
Evito che si arrivi a me e per farlo creo palloncini di vuoto tra me e la gente. Stent dell’anima per far fluire le cose senza opporvi resistenza. Faccio credere che sono d’accordo, che così va bene, non formulo concetti, opinioni, decisioni. Lascio fare.
Insetti pronti a depositare uova. Creo in me il DDT.
In questo modo la gente non focalizza l’attenzione su di me, mi scansa come si scansa ciò che non ha utilità o che non può recare danno. E’ un opera minuziosa, attenta e patologica (lo ammetto) tutta rivolta alla difesa delle scorte d’energia, per non dissiparmi, non svanire inutilmente nel fiato dell’umanità.
Evito accuratamente di farmi incantare dall’illusione sinuosa che ci si possa lasciare andare a qualcuno, che ci si possa concedere.
E’ una maledizione che porto dentro quella di non riuscire a parlare con chi amo. Un marchio che mi è stato stampato dentro nell’infanzia.
L’infanzia è l’unico momento della vita di una persona che mi faccia venire un groppo alla gola.
Traccio un grosso cerchio con il gesso bianco intorno ad essa, come ad evidenziare la scena di un crimine. Una sagoma di gesso segnata sull’asfalto. Non è mai arrivata la pioggia adatta a cancellarla.
Quello che cerco di fare da una vita, è riuscire a scendere in strada con un secchio d’acqua ed uno straccio per inginocchiarmi e raschiarla via, eliminandola finalmente dalle mie notti e dalle mie solitudini.

Il problema è che non riesco a spegnere il cervello. Ho perso le istruzioni.



Vissuto da Etranger alle 11:45 - /post/5989561/Leggere+attentamente+le+avvert - origine, rhumandcicuta - commenti (10)
giovedì, 13 ottobre 2005
Vacche

 

Esprimere la presenza politica femminile con l’espressione “le quote rosa” mi manda in palla.
Cazzo, come le “quote latte”…

 


Vissuto da Etranger alle 10:47 - /post/5989060/Vacche - rhumandcicuta - commenti (4)
martedì, 11 ottobre 2005
MutaMenti

Foto non mia - Parole non mie

"La sensazione familiare di infilarsi nelle pantofole.
Del salotto.
Lasciando al verbo il carico leggero della comunicazione.
Negoziata.
Soltanto dall'immediata comprensione.

Ci stampa il viso nella devozione.
Con improntitudine etologica.

E ci solleva come questa traduzione arcigna.
Mentre voliamo nella casa di cura...
Mentre siamo, e questo è un dato di fatto musicale, nelle braccia della dignità.

Qui si serve solo la dignità.
Qui si serve la dignità con amore.
Ed è questo il bello.

Siamo di fronte ad uno stile che porta di peso.
E' la sua forza.
E' la sua bellezza.
Pugnace.

Sarebbe fantastico negoziare freddamente con una partita a scacchi.
Averti fra i piedi tutti i giorni.
Con il solo pensiero affilato.

Ma una donna così esiste nella tua scrittura.
Perchè nella realtà devi essere ancora più istintiva di questa sopravvivenza quotidiana.
Ti sfondo il cranio perchè queste coccole sono scadute...
Avariate.

Io la sento la dignità musicale che sprigioni.
Di fronte all'egoismo.
La sento.
E' ben presente.

Ma uno può cercare quello che trova.
Oppure.
Trovare quello che cerca.

Non è la stessa cosa.
Non è lo stesso negoziato.


Per il lavoro, la società , i vicini di casa e la masnada collettiva delle relazioni incidentali, esistono i contratti e la legge.
Doveri ,diritti, modalità e tempistica.
Tutto necessario per il buon funzionamento.

Devi amarmi.
Invece.

Devi.

E' già un ingiunzione che spiega l'impossibile.
Come sia impossibile stare insieme.
Come la magia sia altrove.
Come non sia colpa di nessuno.
Se tutto sta finendo...(Servillo & C.)
...me lo dirai.

Ovviamente.
Se ci siamo conosciuti.
Ovviamente...

Mi spiego.
Se io non preparo mai una sorpresa.
Se io non sbrigo le faccende per avere e liberare del tempo libero.
Da passare insieme.
Da passeggiare senza meta.
Anche camminando fra le novità, le curiosità e le nuove scoperte.

Se io non sento il bisogno di fare tutto questo.
Perchè non sei più il mio interesse principale.
Perchè non sei più l'azione continua che mi divora.
Perchè non sento più il tuo sapore fra le labbra.
C'è poco da negoziare.

E comunque.
Se proprio si deve negoziare.

Se non viene naturale...
...come sviluppo spontaneo di quello che eravamo diventati insieme...

Se non viene coltivato con la naturale attenzione...
Si deve (e questo dovere aiuta...) sapere che si negozia, eventualmente, soltanto i grandi cambiamenti.
Le mutazioni di scopo e stile.
Sull'avvenire.


Altrimenti l'amore ci lascia e ci si deve lasciare.
Per vivere.

Non ho idea di cosa succeda quando si deve passare da un innamoramento servile ad un amore egoista.
Quando passi dalla protezione al disamore, praticamente.
Non lo so.
Secondo me quelle due persone non si sono mai conosciute.
Questa è la verità.

Se tu diventi un altro.
E non sai spiegare la trasformazione.
Sei l'ostaggio di quello che non sei mai riuscito ad essere con lei.
E non ti consegni nemmeno all'allegria dell'intelligenza.
Di chi cerca l'originaria solitudine per stare veramente in compagnia...

Non si può essere ostaggi della libertà senza riscattarsi dall'umanità.
Questa è anche una battuta (per stare ai pensatori citati e allupati, hehe).

Ma la disponibilità a mettersi in discussione non è come riscattarsi da un errore cognitivo.
Da un limite naturale.

Quello che mi sento di dire, con l'umiltà dell'intelligenza e non con il timore della morale.
E' che l'intenzionalità, in amore, può essere una malattia incurabile.
Come sapeva l'uomo che scambiò sua moglie per un cappello...
Lui l'amava veramente, la sua malattia, hehe. "


Omdahh


Vissuto da Etranger alle 16:33 - /post/5971803/MutaMenti - rhumandcicuta - commenti (4)
giovedì, 06 ottobre 2005
...troppo incline al peccato

Vissuto da Etranger alle 15:05 - /post/5923536/...troppo+incline+al+peccato - senso - commenti (11)
mercoledì, 05 ottobre 2005
deo gratias....

OMNES DICAMUS DEO GRATIAS SEMPER DEO GRATIA SEMPER DEO GRATIAS SEMPER HAEC REQUIES MEA IN SAECULUM SAECULI HIC HABITABO QUONIAM PREELEGI EAM ORATE ORATE DNM SEMPER ORORATE DNM SEMPER


Vissuto da Etranger alle 14:04 - /post/5912844/deo+gratias.... - cattiva bambina - commenti (13)

C a t e g o r i e

a l t r o
cattiva bambina
cazzeggiamenti
e b j c
hardblog
hotel
hotphone
il grande bluff
istanti
loop
masterpieces
origine
rhumandcicuta
senso

E t r a M a i l

etranger04@libero.it

A m m i c c a M e n t i


--- Epilepsy-Now ---
AlifBay
AlmostBlue
Animadigomma
BattitoZero
Celine...e tanto basta!
Desdemona Acida
EnnioVeruziis
Exegi Monumentum
independence
L'ho lasciata ;-)
La Mauvaise Reputation
La Strega
lacasalingaGeniale
Malacarne
MalediMiele
MySecretGarden
Odissea
OMDA
QuestiAmanti
Rasojo
Recidiva
Smettila di Toccarti la Luna
Verdad
Waiting Embrione

C o m M e n t i

utente anonimo in 'O pparlà nfaccia
utente anonimo in e parliamone...

S g u a r d i su di M e

*loading*

C o n t i n u a...

oggi
giugno 2008
maggio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004

L i n k a m i




Feed XML offerto da BlogItalia.it Blogarama - The Blog Directory Bloggoteka




1